Victor Jara. L’Ultima Canzone. Autore: Carrascosaproject

 

Victor Jara, l’ultima canzone.

cantaci un canzone!” e l’ultima canzone Victor Jara la tiene in tasca e verrà trovata dalla moglie, Estadio de Chile, e la storia è questa, l’11 settembre Jara fu arrestato dai militari fascisti di Pinochet, cantava canzoni di protesta, nel suo Cile, così potenti da valere più dell’esercito del Generale

Quegli infami dei militari dopo averlo ucciso proibirono le sue musiche cercando di eliminare anche le matrici.

Joan la moglie sale le scale dello stadio, secondo piano, verso gli uffici amministrativi, entrando in un lungo corridoio i suoi occhi cadono su tutti quei corpi che stanno a terra, una settantina, le indicano il corpo di Victor, il corpo di Jara è il più contorto, pantaloni attorcigliati alle caviglie, camicia rimboccata, le mutande ridotte a strisce dalle coltellate, il petto nudo pieno di piccoli fori, con un enorme ferita, una cavità, sul lato destro dell’addome, sul fianco, la testa era piena di sangue e di ematomi, le mani pendevano con una strana angolatura e distorte.

Nel ’73 partecipa alla campagna elettorale del parlamento, per Unidad Popular, a settembre muore, fatto prima volare per la Carettere 5, al cimitero metropolitano, e l’hanno condannato in contumacia quell’ufficiale che se ne sta a Miami, che diede il colpo di grazia a Jara, giocando alla roulette russa.

Chissà che risata se sapesse che nel 2013 la rivista Rolling Stones l’ha definito “una rock star ribelle ma che combatte per una causa’, inserito tra i 15 ribelli del rock n roll, tra jerry lewis, sex pistols e i rolling stones.

Ed anche…su richiesta di Neruda mise la sua faccia in programmi tv contro la guerra e il fascismo.

Cantava, in Estadio de Chile:

…Ma all’improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno…”

E quello stadio che intitola il pezzo, dal 2003, data del trentesimo anniversario del golpe, si chiama Estadio Victor Jara.

Una piena vittoria, diceva di non saper cantare la paura:

canto, che cattivo sapore

quando devo cantar la paura…”

Tutte balle Victor, hai cantato e canti la paura come se non esistesse, e hai sopraffatto i tuoi torturatori, l’ultima mossa vincente è stata la tua, sei riuscito a scappare, hai girato il mondo cantando storie infami e decantando il tuo paese, hai lottato fino alla morte, avvenuta in Cile alle soglie del nuovo millennio, e i Rolling Stones hanno cantato le tue cose al funerale.

 

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