Majdan, Kiev. Autore: Attila.

 

Majdan, Kiev.

Liberamente trasse linfa senziente altrove Simferopoli abusata accolita schiava della mente oltre la scevra immagine di sė, mentre scivola forse troppo spesso colta da inquietudine repressa, illudendosi che la guerra sia finita, in qualche modo ipotetico, sazia di cecchini appostati alla finestra di appartamenti utilizzati per le intercettazioni ambientali, retrocessi a tugurio di squallidi incontri di narcotrafficanti russi intenti ad osservare malinconici la piazza al centro di Kiev.

Il suo andirivieni, la trattativa frettolosa, gli scambi di battute, di opinioni, in merito ad una prestazione sessuale, occasionalmente consumata senza eccessivo trasporto,

convinzione serafica di assenza di territorio, divulgata immagine di profonda rassegnazione, senza fango che intinga le strade di striature contornate di rosso la cui calma indifferente rassegna le immagini pubblicitarie ad una pornografia asservita al marketing maschilista forse, mentre il territorio ė affranto da una violenza destrutturata, illusa da uomini in mimetica senza insegne filo-nazionaliste, armi in pugno e abili cospiratori della mente, ispiratori di referendum che grondano di demokrazia la cui Costituzione ė allo stato attuale, giuridicamente governata dal prezzo del Gas Naturale.

 

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